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May 15 more than words.... e la tristezza si abbatte su gli occhi di chi parla
amabili, dorati, vitali
occhi che vedono dentro
occhi che resistono
la voce è bassa, flebile
le parole sono pesanti
sincere e tese
come le ali di un falco in picchiata
poi ritorna la luce
la vitalità invade l'anima
e la certezza di un abbraccio
ritorna inebriante e bramosa
sorride, si culla
lascia impronte e riscalda
quando ti accarezza il cuore....
May 06 Remedios la bellaEra una notte buia e tempestosa.....
No....
Era notte ma non c'erano tempeste e la luna illuminava il tragitto che, nonostante fosse ben visibile, era difficile da percorrere.
Ma il cielo stellato e la luna come amica la aiutarono, mantenendola aggrappata al sentiero, nonostante le fosse già difficile il solo stare in piedi.
Inseguita dai propri demoni riuscì ad arrivare alle porte del villaggio.
Il sentiero divenne strada che la condusse all'interno della piazza principale del paese. Tirava un'aria di primavera, il lieve vento portava l'odore dell'erba dei campi che si confodeva tra gli aromi speziati tipici locali.
Nonostante il clima tiepido lei aveva freddo, la testa le girava e gli odori le parvero sgradevoli.
All'angolo della piazza accanto a una chiesa le luci di un osteria attirarono la sua attenzione. Da dentro proveniva l'accogliente suono di una musica etinica composta principalmente da violini e fisarmoniche. Si sentivano voci e risate provenire da dentro il locale. Lei si avvicinò alla porta. Tremava, la morsa del freddo le attanagliava la bocca dello stomaco. Fece un gran respiro, contrasse i muscoli delle braccia e con la poca forza rimastale spalancò la porta ed entrò.
La luce giallo intensa delle lampade a olio le provocò un leggero bruciore agli occhi. Quando questi si abituarono vide uomini e donne che ballavano, mangiavano seduti a un tavolo o semplicemente conversavano appoggiati a un bancone. Una prosperosa cameriera trasportava una quantità impossibile di boccali di birra da un tavolo ad un altro e una band vestita con abiti tipici suonava agitatamente. Le parve che la musica entrasse nel suo cervello facendosi spazio nel labirinto a colpi d'ascia. Sembrò che i presenti si accorsero di lei tutti allo stesso istante. Il gruppo smise di suonare, la gente intenta a ballare e a conversare si voltò tutta verso di lei, compresa la cameriera che posò i boccali su un tavolo vuoto sospirando dallo sforzo. Entrò nella sala a passi lenti, zoppicando. Era alta poco più di un metro e cinquanta, i capelli color castano chiaro le cadevano lisci su gli occhi tumefatti. Il naso color violaceo mostrava evidenti segni di percosse. Aveva un vestito verde chiaro strappato all'altezza delle spalle e del busto mostrando un seno acerbo. Del sangue vivo le macchiava le cosce contornate da lividi scuri. Cercò di parlare ma non ci riuscì, cercò di incrociare molti degli sguardi che già conosceva bene ma ognuno di loro al suo passaggio si abbassava. Molti dei presenti ripresero le attività che stavano svolgendo e il gruppo ricominciò a suonare. Anche la prosperosa cameriera riprese i suoi boccali e andò a ridistribuirli ad un tavolo.
Lei ebbe un leggero sussuolto poi cadde svenuta.
Un ragazzo di circa trentanni si alzò da un tavolo, andò verso la ragazza e la raccolse prendendola in braccio. Uscì dal locale.
il suo volto era serio, non sconvolto, non seccato o preoccupato solo accigliato. Aveva un espressione di chi dice "Cavolo questa volta tocca a me!".
Lei si svegliò. Cerco di guardarlo negli occhi ma lo sguardo dell'uomo era fermo. Con un filo di voce sussurrò " Lui non mi vede, mi guarda, ma non mi vedrà mai".
L'uomo continuò a camminare senza fare caso alle parole di lei.
Arrivato a una grande casa poco fuori al paese appoggiò il corpo di lei a terra, accanto alla porta, così come si fa con una valigia o con un bagaglio, bussò animatamente la porta poi si girò incamminandosi di nuovo verso il villaggio. Mentre procedeva senti lei che gli diceva: "Tu hai una vita per ricominciare a vivere, io sono ormai morta da una vita".
L'uomo rientrò nella locanda, sorrise alla cameriera ordinando un altro boccale di birra scura.
La musica si sentiva fino a fuori il locale, la gente ballava e cantava e mangiava all'interno dell'osteria. Fuori la luna illuminava il paese e la brezza primaverile inebriava le strade del villaggio.
Era una notte buia e tempestosa....
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